FAMIGLIE OLFATTIVE. GLI AGRUMI.

News / 8 Marzo 2023

FAMIGLIE OLFATTIVE. GLI AGRUMI.

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FAMIGLIE OLFATTIVE.

GLI AGRUMI.

SONO SULLA BOCCA DI TUTTI, MA DAVVERO LI CONOSCIAMO BENE?

FAMIGLIE OLFATTIVE. 

LA FAMIGLIA OLFATTIVA DEGLI AGRUMATI.

Voglio dedicare un approfondimento speciale ad una famiglia olfattiva che forse è quella più conosciuta, ma secondo me pochi ne conoscono a fondo la  fisionomia: Agrumata o Esperidata (le Esperidi erano le custodi, secondo la mitologia greca, del giardino delle arance). 

E a proposito di famiglie olfattive, ho sempre immaginato e paragonato gli Agrumi ad un vero e proprio nucleo famigliare.

L’arancio è materno ha sfaccettature dolci è fresco ma in un modo speciale, che ti abbraccia e quindi lo vedo come la mamma della famiglia. 

Il limone invece, frizzante quasi pungente molto brillante è il figlio irrequieto, quello che non sta mai fermo, simpatico e giocherellone.

Il mandarino è una fragranza più dolce e tranquilla: è il figlio buono quello pacifico che ti guarda con la sua dolcezza.

Il pompelmo delle sfaccettature amare e autorevoli, più maschili, è invece il papà. 

Per concludere arriva lo zio ricco d’America: il bergamotto, dalle 1000 sfaccettature, ricchissimo, aristocratico e con un bouquet pieno che ci regala una nuance indimenticabile. E’ anche il più costoso.

LA FAMIGLIA OLFATTIVA DEGLI AGRUMATI. DESCRIZIONE.

La famiglia degli Agrumati si caratterizza per la massiccia presenza di olii essenziali di agrumi che vengono estratti a freddo tramite espressione delle bucce di frutti come bergamotto, arancio, limone, pompelmo e mandarino.

Tra le note di testa di questa famiglia olfattiva possiamo avere anche la presenza di qualche nota aromatica, per accentuare la freschezza. 

Erroneamente si associa la scelta di un profumo agrumato solamente alla stagione estiva. In realtà è sbagliato perché le note agrumate sono per loro natura stimolanti del sistema nervoso e dunque adatte anche ai mesi invernali per corroborare ed energizzare uno stato mentale e fisico atono tipico della stagione fredda.

FAMIGLIA OLFATTIVA AGRUMATA. I DETTAGLI

Gli oli essenziali ottenuti dalle bucce degli agrumi si inseriscono nella piramide olfattiva di un profumo come note di testa perché arrivano immediatamente al naso con la loro freschezza composta. Una sorta di padrone di casa che accoglie gli ospiti cercando di catturare la loro attenzione.

Per rendere un profumo agrumato più persistente si gioca prima con le note di cuore come fiori, frutti, spezie per esempio, e poi con quelle di fondo cioè legni, ambra, muschi, resine..

Per esempio il mio Extrait de Parfum Agrums. Frizzante accordo di limone, pompelmo, bergamotto e arancio che si sposa fresco con la nota aromatica della salvia e un tocco di chiodi di garofano.

Si riempie infine maestoso delle note signorili del legno di cedro, con L’eleganza garbata del muschio bianco, rotondo ed aristocratico, che precede la raffinata e sensuale ambra grigia che chiude il cerchio.

PROFUMI AGRUMATI STORICI. L’EAU DE COLOGNE.

Tra gli agrumati, la forma più famosa è l’Acqua di Colonia, considerata il primo accordo tecnico della profumeria. 

L’Eau de Cologne è quindi una particolare forma di profumo agrumato che presenta note di testa molto presenti e principalmente agrumate appunto, ma anche aromatiche come rosmarino o lavanda, qualche nota di cuore magari fiorita o verde e praticamente nessuna nota di fondo.

Le note agrumate in questo caso possono costituire anche fino al 90% della composizione della fragranza, rendendola molto fresca e leggera. 

EAU DE COLOGNE. UNA STORIA DALLE RADICI ANTICHE.

Il vero inventore dell’Eau de Cologne è Giovanni Paolo Feminis. Di origini piemontesi, nato alla fine del 1600, emigrò a Colonia in Germania in cerca di fortuna e qui aprì una distilleria.

In quel periodo i profumi in commercio erano molto forti, dalle note pesanti, spesso usate per coprire puzze e odori vari dato che l’igiene lasciava molto a desiderare. Feminis ebbe l’idea di riprendere la formula dell’Acqua della regina d’Ungheria che vantava doti eccezionali, un profumo alcolico contenente principi tonici come rosmarino e successivamente anche agrumi. 

Si raccontava addirittura che nei secoli precedenti curò e rese così avvenente la regina Isabella d’Ungheria, gottosa e vecchia, che il granduca di Lituania, bello e giovane, la chiese in sposa (lei rifiutò…).

Probabilmente Feminis utilizzò questa base insieme ad antiche ricette di frati erboristi, per formulare la sua Aqua Mirabils dalle proprietà terapeutiche e dalle note fresche e toniche come rosmarino, lavanda, agrumi, fiori d’arancio…

Successivamente arrivò a Colonia dal Piemonte il nipote Giovanni Maria Farina che ne curò la commercializzazione con il nome di “eau admirabile de Cologne” (a quei tempi la lingua ufficiale era il Francese). Divenne famosa in tutta Europa, amata da sovrani e regine, da grandi poeti e personaggi illustri.

La fama portò anche a contraffazioni e dispute. La più importante vede protagonista Mulhens che acquistò la formula e la licenza da un erede dei Farina che poi si dimostrò non valida. Per questo fondarono ugualmente una produzione in Germania e ancora oggi producono la loro Colonia con il  nome 4711 che era il numero civico dell’azienda.

Un altro Farina andò poi a Parigi a vendere la sua Eau de Cologne per poi venderne i diritti a Roger e Gallet. E anche questa è ancora in commercio.

Non possiamo dimenticarci infine di Pierre Francois Pascal Guerlain che a metà del 1800 salì sull’olimpo dei profumieri perché divenne il profumiere ufficiale dell’imperatrice Eugenia, moglie di Napoleone,  per la quale formulò l’Eau de Cologne imperiale il cui flacone simboleggiante l’impero rimane tutt’ora in uso.

Si può capire quale grande rivoluzione è stato questo nuovo tipo di profumo che era completamente diverso da quelli in uso al tempo: dalle note fresche e toniche, dalla bassissima contrazione di oli essenziali, dalle proprietà farmaceutiche e dal bouquet vivo, fresco, luminoso.

Credo sia l’unica formula che pur avendo più di 300 anni di storia è oggi ancora in commercio.

Spero che questo mio articolo vi sia piaciuto e che vi abbiate trovato curiosità per arricchire il vostro “bagaglio olfattivo”.

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