HO CHIUSO L’ESTATE SELVAGGIA IN UN FLACONE: IL MIO WILD FIG E’ COUNTRY, E’ SEXY, E’ TERRA SULLA PELLE.

Blog / 23 Giugno 2026

HO CHIUSO L’ESTATE SELVAGGIA IN UN FLACONE: IL MIO WILD FIG E’ COUNTRY, E’ SEXY, E’ TERRA SULLA PELLE.

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Mi guardo allo specchio e lo ammetto: ho un debole per le cose che sanno di vita vera, non addomesticata. Il mio istinto di Fragrance Designer non cerca la novità a tutti i costi, ma la verità di uno stato d’animo che non risponde alle regole del tempo. 

E la mia verità ha un nome preciso: Wild Fig. Questo Extrait de Parfum è il mio manifesto assoluto, la celebrazione di quel lusso lento e primordiale che sta nel raccogliere la frutta direttamente dall’albero, nell’erba spontanea, nel contatto viscerale con la terra.

È una fragranza che regala un alone country-sexy inconfondibile. Quella sensualità spettinata, fiera di chi non ha bisogno di sovrastrutture per esistere.

La “carne” del frutto e la linfa del latte sulla pelle

Wild Fig è nato dall’istinto puro. È l’odore esatto, quasi erotico  che resta attaccato alle dita quando stacchi i fichi dal ramo in un pomeriggio immobile, schiacciato dal sole del Mediterraneo. Chi cerca la profumeria artistica e le materie prime d’eccellenza spesso si perde in formule astratte; io preferisco parlare di pancia.

In questo accordo la natura vive nella sua interezza, unendo in un unico respiro il verde primordiale della clorofilla della foglia appena spezzata che punge l’aria, la cremosità del latte di quella linfa densa e avvolgente che cola dal picciolo accarezzando i sensi e il calore del legno vivo della corteccia che ha assorbito il sole per ore. 

Claudia Scattolini Wild Fig Extrait de Parfum

Wild Fig è un profumo seducente che vive sulla pelle nuda e si nutre del calore del corpo.

E poi c’è l’evoluzione che preferisco, quella che scatta quando la voglia di natura incontra l’istinto di libertà. Immaginate la forza selvatica di Wild Fig — così terrosa, verde e lattiginosa — che si fonde con la salsedine sul bagnasciuga.

Diventa una questione di attitudine. È l’incontro ravvicinato tra la campagna profonda e la libertà della spiaggia, dove il sale si asciuga sulla pelle calda e si sposa con la persistenza della nota verde. 

Un contrasto d’autore che non svanisce dopo un’ora, ma che resta nell’aria, intimo e potente, anche quando il sole è calato da un pezzo.

Creare profumi artistici significa anche questo: saper guardare le proprie creazioni con occhi sempre nuovi, scoprendone sfumature che cambiano insieme a noi, libere dalle stagioni. 

Wild Fig è la mia risposta a chi vuole spogliarsi del superfluo e ritrovare un contatto carnale con la propria natura.

Certi stati d’animo non si spiegano a parole.

Si indossano, lasciando che parli la pelle.

Il rituale di skin scent 

Wild Fig non si limita ad “appoggiarsi” alla pelle, ma si fonde con essa, come se il suo fluido magnetico entrasse a fondo nei pori. 

Per esaltare questa alchimia e prolungarne la durata, il segreto è una corretta preparazione della pelle. 

Una body care mirata, che parta da una profonda nutrizione con creme o oli corpo rigorosamente neutri e privi di profumazione, crea la base ideale, quasi un magnete capace di trattenere le molecole della fragranza.

Vaporizzando l’Extrait subito dopo la doccia sui punti di pulsazione caldi — come il collo, i polsi e l’incavo delle ginocchia — quando la pelle è ancora ricettiva e i pori sono aperti, si permette alla componente lattiginosa e legnosa di ancorarsi profondamente, fiorendo in una scia intima e persistente che accompagna il corpo in ogni movimento, fino a notte fonda.

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