L’IDENTITA’ OLFATTIVA DEL VINO: LA NUOVA FRONTIERA DEL BRANDING SENSORIALE AL VINITALY.

Events / 27 Aprile 2026

L’IDENTITA’ OLFATTIVA DEL VINO: LA NUOVA FRONTIERA DEL BRANDING SENSORIALE AL VINITALY.

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La scomposizione molecolare trasforma il vitigno in un asset di business memorabile.

Il Vinitaly rappresenta l’apice della narrazione enologica mondiale, un palcoscenico dove l’eccellenza italiana si esprime attraverso storie di territori, tradizioni e competenze uniche. In un contesto di così alto valore, la sfida è trovare linguaggi capaci di rendere giustizia a tanta complessità, permettendo al visitatore di entrare in contatto immediato con l’anima del prodotto.

Presso Villa Giusti, insieme a Mack & Schühle, abbiamo scelto di affiancare al racconto tradizionale una nuova dimensione: la percezione pura. Per la nuova linea di vini della collezione Genevitis, il mio intervento di Fragrance Designer è stato quello di attivare un’esperienza diretta: isolare le singole molecole aromatiche — dalla tensione dei frutti rossi alla vibrazione agrumata — ha permesso agli ospiti di toccare con mano la struttura del vitigno. La memoria, in questo modo, non trattiene solo una descrizione, ma un’impronta fisica indelebile.

Olfatto e gusto: la scomposizione della materia nel calice.

Il confine tra profumeria artistica ed enologia è tracciato dalla chimica. Circa l’80% di ciò che definiamo “sapore” infatti è un segnale olfattivo che arriva per via retro-nasale.

Il mio ruolo consiste nel decodificare questa complessità, scindendola in elementi primari. Applicare questo metodo al vino permette di rivelarne la mappatura sensoriale più autentica, un approccio condiviso da figure di spessore accademico come Cristina Mercuri, Master of Wine, la cui partecipazione conferma quanto la decodifica dell’identità olfattiva sia oggi fondamentale per comprendere la struttura profonda di un prodotto pregevole e valorizzarlo nel mercato globale.

Branding Olfattivo: posizionamento strategico e memoria.

All’interno di un sistema di eccellenze, le aziende competono per la qualità e per la capacità di farsi ricordare. Il Branding Olfattivo è lo strumento tecnico che permette di fissare l’identità di marca in modo immediato e distintivo.

Investire in una firma olfattiva proprietaria significa governare leve strategiche precise:

  • Immediatezza. L’olfatto raggiunge il sistema limbico senza mediazioni. Il valore del brand viene registrato istantaneamente, creando un legame emotivo profondo.
  • Distinguibilità. Tradurre un territorio o un valore in un codice olfattivo crea un asset proprietario non replicabile, una firma che identifica il brand con precisione chirurgica.
  • Inclusività. Un accordo olfattivo parla un linguaggio universale. Supera le barriere linguistiche e rende l’eccellenza del prodotto accessibile e comprensibile a un pubblico internazionale.

L’operazione per Genevitis a Villa Giusti dimostra che l’olfatto è un asset di business trasversale, capace di potenziare la già straordinaria forza comunicativa del vino italiano. Tradurre un brand in essenza significa permettergli di esistere come un’energia costante che persiste nella mente delle persone ben dopo la conclusione dell’evento.

Il futuro del branding sarà tutto concentrato nella capacità di rendere l’autenticità un’impronta durevole. In questa intersezione tra vino e profumo, la sfida è dare forma a ad una trama che si faccia ricordare per sempre.

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