Come la sensibilità femminile esalta la creazione di fragranze.
Profumo e femminilità: un legame profondo.
Da sempre, le donne hanno avuto un rapporto speciale con il mondo dei profumi. Fin dai tempi antichi, fragranze naturali e miscele aromatiche sono state utilizzate per esaltare la bellezza, attrarre l’attenzione e celebrare occasioni speciali. 
Oggi la scienza ci offre una spiegazione affascinante di questo legame profondo: le donne possiedono un senso dell’olfatto naturalmente più sviluppato rispetto agli uomini.
Natura e scienza: confermano un antico sapere.
Diversi studi scientifici negli ultimi anni hanno confermato quello che molte culture ancestrali già sapevano: le donne hanno una maggiore densità di neuroni olfattivi nel cervello, deputati all’elaborazione degli odori.
Questo significa che le donne sono in grado di percepire un’ampia gamma di fragranze con maggiore intensità e precisione rispetto agli uomini. Riescono a distinguere sfumature aromatiche sottili, a riconoscere e ricordare gli odori nel tempo e a identificare anche quelli più delicati.
Un vantaggio evolutivo che diventa opportunità.
Questa predisposizione biologica affonda le sue radici nell’evoluzione umana. Nelle società ancestrali, la capacità di discernere gli odori era fondamentale per la sopravvivenza: le donne, spesso addette alla raccolta del cibo e alla cura della prole, necessitavano di individuare pericoli, riconoscere cibi nutrienti e percepire segnali importanti per la salute della famiglia.
Donne profumiere: una nuova era di creatività.
Oggi, questa sensibilità olfattiva superiore, si traduce in un vantaggio competitivo nel mondo del lavoro, in particolare in settori come la profumeria, un tempo dominato dagli uomini.
Le donne profumiere, grazie alla loro innata abilità nel percepire e apprezzare le sfumature aromatiche, stanno rivoluzionando il mondo delle fragranze, creando profumi complessi, raffinati e in grado di soddisfare i gusti più esigenti.
Donne icone della profumeria mondiale.
E’ doveroso, a questo punto del mio racconto, dedicare un breve parentesi ad alcune delle più grandi icone del settore che hanno contribuito a lasciare un segno olfattivo immortale.
E partirei da una donna speciale che proprio come me ha sempre amato la rosa: Sophia Grojsman, una visionaria che a partire dagli anni 70 del secolo scorso ha cominciato a cambiare le regole della profumeria, connotandola con la sua firma inconfondibile, prima con White Linen di Estèe Lauder del 77 e poi con Paris di Yves Saint Laurent. Una regina che ha trasformato la sua passione per i fiori e per la natura in un tratto distintivo riconoscibile.
Che cosa vi dice il nome Elsa Schiaparelli? Una pioniera visionaria dello stile che ha saputo rivoluzionare canoni estetici e stilistici con la sue creazioni irriverenti. Nel 1937 diede uno scossone al sistema dei benpensanti con il profumo Shocking. La prima fragranza ad aver utilizzato per il proprio flacone un corpo femminile e ad aver lanciato il colore rosa shocking, conosciuto anche come rosa Schiaparelli.
Una donna che sembra aver scritto nel suo DNA il destino di naso è Céline Ellena. Figlia di Jean-Claude Ellena, maestro profumiere tra i più rinomati al mondo e mio insegnante all’ISIPICA. Dopo gli studi alla prestigiosa ISIPCA di Versailles e ruoli di prestigio per diverse aziende di profumi, arriva alle creazioni molto apprezzate per The Different Company, maison di fragranze di nicchia cult. La sua storia racconta non solo di un incoraggiamento familiare, ma di un acuto senso dell’olfatto innato e assecondato con impegno, studio e abilità olfattiva.
Concludo con la storia di Patricia de Nicolai, anche lei mia insegnante all’ISIPCA, la scuola di profumeria di Parigi. Discendente della famiglia Guerlain è nata respirando Shalimar e Mitsouko. Nonostante le sue origini, non ha mai avuto professione. Ai tempi il profumiere era un mestiere esclusivamente maschile. Eppure riesce ugualmente ad avviare la sua carriera di naso e a soli 31 anni vince il Premio Nazionale dei Giovani Profumieri con la sua creazione Number One. Tra le altre cose è stata la prima donna a dirigere l’Osmotèque, il museo dei profumi dell’ISIPCA di Versailles.
Empowerment e innovazione: il profumo del futuro.
L’ingresso massiccio delle donne nel mondo della profumeria non solo apporta una maggiore diversità e inclusione, ma rappresenta anche una spinta propulsiva per l’innovazione e la creatività.
La sensibilità femminile, unita al bagaglio di conoscenze e competenze tecniche, porta a nuove interpretazioni olfattive, a inedite combinazioni di essenze e a esperienze sensoriali uniche e coinvolgenti.
Il futuro è profumato di successi femminili.
La superiorità olfattiva femminile non è solo un dato biologico, ma un potente strumento per l’affermazione e la valorizzazione delle donne in settori tradizionalmente maschili.
Sfruttare questo talento innato significa non solo creare fragranze sempre più belle ed evocative, ma anche costruire un futuro più inclusivo e ricco di opportunità per le donne in tutti i campi.
Il mio obiettivo come naso e come donna è diventare ambasciatrice olfattiva di un potere sempre più femminile.




Evviva le donne sempre piu’ ed onorevolmente presenti nel mondo.
Evviva le donne sempre più presenti nel mondo che cambia grazie alle loro capacità.
grazie Antonio!
Adopero da tutta la vita “calix”è il profumo che ormai fa parte di me.un ringraziamento a quella donna sspeciale che è Sophia grojsman…e a tutte le donne che come lei rendono la vita meno amara.grazie a tutte voi
grazie del sentito commento Serena.
Claudia
grazie del bellissimo commento